
Un percorso tra progetto, territorio e impresa
Nel corso di oltre trent'anni di attività ho attraversato molte scale del progetto: dall'architettura all'interior design, dalla pianificazione urbana al paesaggio, dagli edifici residenziali e ricettivi agli spazi pubblici, alle scuole, alle biblioteche, alle infrastrutture e ai waterfront. Più che una successione di incarichi diversi, considero questo percorso come un progressivo ampliamento dello sguardo sul significato e sulla responsabilità del progetto.
Non ho mai considerato l'architettura soltanto come definizione della forma. Ogni intervento nasce dall'incontro tra un luogo, un programma, le aspettative della committenza, le condizioni economiche, il quadro normativo e la realtà costruttiva. Il mio lavoro consiste nel tenere insieme questi elementi senza ridurli a una formula, cercando ogni volta un equilibrio specifico tra qualità, coerenza e fattibilità.
È in questa prospettiva che ho sviluppato una particolare esperienza nei masterplan. Mi interessa quella scala perché precede e orienta il disegno dei singoli edifici: mette in relazione funzioni, volumi, accessi, infrastrutture, spazi aperti, paesaggio e fasi di attuazione, permettendo di leggere un intervento come un organismo unitario. Un masterplan efficace non è per me un'immagine definitiva, ma una struttura solida e al tempo stesso capace di evolvere durante il confronto con la proprietà, con gli specialisti e con le istituzioni.
Il lavoro sulle operazioni immobiliari mi ha portato, nel tempo, a osservare i progetti anche dal punto di vista degli investitori e degli operatori. Nelle fasi preliminari analizzo le caratteristiche di un immobile o di un'area, le possibilità di trasformazione e gli scenari alternativi, confrontando le scelte architettoniche con tempi, costi, gestione futura e posizionamento. Questa attenzione non sostituisce il progetto: lo rende più consapevole delle condizioni entro cui dovrà costruire valore e durare nel tempo.
Una parte importante della mia esperienza è legata a Milano, Como, Lecco e soprattutto al Lago di Como. È un territorio di straordinaria intensità, nel quale l'architettura si misura continuamente con la morfologia, con la storia, con i terrazzamenti, con la presenza dell'acqua e con un sistema complesso di tutele. Lavorare in questi luoghi significa evitare sia l'imitazione dell'esistente sia l'autoreferenzialità del gesto contemporaneo. Cerco piuttosto di riconoscere le regole profonde del paesaggio e di trasformarle in un linguaggio attuale, capace di appartenere al luogo senza rinunciare al proprio tempo.
Il confronto con le istituzioni è quindi entrato naturalmente nel mio modo di operare. In molti progetti il dialogo con Comuni, Province, Regione, Soprintendenze, autorità paesaggistiche ed enti territoriali inizia prima della definizione formale della proposta. Non lo considero un passaggio separato o puramente autorizzativo: è una fase del progetto, utile a comprenderne i limiti reali, a chiarire gli obiettivi e a costruire un percorso leggibile per tutti i soggetti coinvolti.
Anche la realizzazione è parte integrante di questa visione. La direzione lavori e il project management mi hanno insegnato che la qualità non si conserva da sola nel passaggio dal disegno al cantiere. Richiede presenza, capacità di coordinamento e disponibilità a decidere. Strutture, impianti, paesaggio, aspetti economici e procedure amministrative devono avanzare all'interno di una regia coerente, sapendo distinguere ciò che può essere adattato da ciò che costituisce l'identità irrinunciabile del progetto.
In oltre trent'anni ho costruito una rete di rapporti con professionisti, imprese, società di ingegneria, proprietari, investitori e operatori del settore immobiliare e alberghiero. Considero questo network una conseguenza dell'esperienza e, soprattutto, uno strumento di conoscenza: permette di riunire competenze differenti quando il progetto lo richiede e di affrontare scale operative che nessuna figura potrebbe governare da sola. In questo quadro si inserisce la collaborazione stabile con Rimond, società internazionale impegnata nella progettazione integrata e nella realizzazione di interventi complessi, tra i quali Portrait Milano. È un confronto che unisce conoscenza del territorio, capacità esecutiva e cultura internazionale del progetto.
Parallelamente all'architettura, negli ultimi anni ho partecipato allo sviluppo di iniziative imprenditoriali in ambiti apparentemente lontani, ma accomunati dalla necessità di trasformare idee complesse in strutture operative. Con Novoil France sono coinvolto in un progetto industriale dedicato alla conversione, mediante pirolisi, di rifiuti plastici non riciclabili meccanicamente in olio circolare destinato all'industria petrolchimica. Questa esperienza mi ha avvicinato ai temi dell'economia circolare, della rigenerazione dei siti industriali e della costruzione di nuove filiere produttive.
Con Bon Vitea lavoro invece a un modello che mette in relazione hospitality di alta gamma, servizi clinico-alberghieri, medicina personalizzata, prevenzione e ricerca. A questo percorso si affianca Anagenesis in Sud Africa, orientata alla ricerca medica e allo sviluppo di terapie genetiche. Sono esperienze diverse dall'architettura, ma mi hanno permesso di osservare più da vicino il rapporto tra ricerca, organizzazione, capitale, partnership internazionali e visione di lungo periodo.
L'architettura è una disciplina di connessione
Non considero le attività imprenditoriali come deviazioni rispetto alla professione. Hanno ampliato il mio modo di leggere i progetti e rafforzato una convinzione maturata nel tempo: l'architettura mette in relazione luoghi, persone, istituzioni, competenze e risorse, e acquista significato quando riesce a trasformare la complessità in decisioni chiare senza impoverirla.
Il mio metodo parte dall'ascolto e dalla comprensione del contesto. Cerco di distinguere ciò che è essenziale da ciò che è accessorio, di confrontare possibilità diverse e di seguire ogni scelta fino alle sue conseguenze concrete. Visione progettuale e pragmatismo, per me, non sono atteggiamenti contrapposti: sono le due parti dello stesso lavoro.
I nostri servizi
Architettura e design
Progettazione architettonica, interior design, urban design e masterplanning.
Strategia e sviluppo immobiliare
Analisi di fattibilità, scenari di valorizzazione, consulenza urbanistica e gestione dei processi autorizzativi.
Project Management e realizzazione
Coordinamento dei consulenti e delle imprese, controllo di tempi e costi, direzione lavori.
Chi siamo
Lo studio nasce dall'esperienza trentennale di Giovanni Sacchi nell'architettura, nell'interior design, nella pianificazione urbana e nello sviluppo immobiliare. Operiamo a scale differenti, dalla definizione di masterplan alla progettazione degli interni, seguendo ogni intervento dalla visione iniziale fino alla sua realizzazione.
Lavoriamo attraverso una rete consolidata di architetti, ingegneri, paesaggisti, imprese e consulenti specializzati, costruendo per ogni progetto un gruppo di lavoro adatto alla sua natura e complessità. Questa struttura flessibile ci consente di unire competenze locali e internazionali mantenendo una direzione progettuale chiara e coerente.
Il nostro metodo parte dall'ascolto e dalla comprensione del contesto. Architettura, paesaggio, normativa, sostenibilità economica e qualità costruttiva vengono considerati come parti di un unico processo, con l'obiettivo di trasformare esigenze e potenzialità in progetti concreti, riconoscibili e capaci di durare nel tempo.


architetto Laurea Magistrale al Politecnico di Milano
OAPPC LC 519
Docente di Design Accademia di Como - IED
Giovanni Sacchi
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